“Anzi, avevano aggiunto che soprattutto Fernand era terribile nella sua vendetta.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Intanto Danglars osservava con uno sguardo penetrante il giovane, sul cui cuore le parole di Caderousse cadevano come piombo fuso”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Eppure ha occhi fiammeggianti come quegli spagnoli, quei siciliani e quei calabresi che sanno vendicarsi cosà bene; ha pugni capaci di spaccare la testa a un bue come la mazza del macellaio.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“L’acqua è fatta pei perversi, e il diluvio lo dimostrò4.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“e quando uno è uscito e si chiama Edmond Dantès, si vendica.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“– Quando si pensa – disse Caderousse posando la mano sul foglio – che qui c’è di che uccidere un uomo con piú certezza che tendendogli un agguato in un bosco per assassinarlo! Ho sempre avuto piú paura di una penna, di un calamaio e di un foglio di carta che di una spada o di una pistola.”
“di tanto in tanto si asciugava le chiazze di sudore che gli imperlavano la fronte”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“una nube di fuoco”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“sembrava un dannato nel lago di fuoco”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“aveva perso ogni traccia dell’odio che la sua inattesa fortuna gli aveva gettato nell’animo”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“lascio a ognuno il suo piedistallo: Robespierre in place Louis XV, sul suo patibolo; Napoleone in place Vendôme, sulla sua colonna. Solo che uno ha creato un’uguaglianza verso il basso e l’altro un’uguaglianza verso l’alto; uno ha abbassato i re al livello della ghigliottina e l’altro ha elevato il popolo al livello del trono.”
“si era chiuso in casa con due bottiglie di vino di Cassis e aveva cercato di annegare la preoccupazione ubriacandosi.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Danglars era uno di quegli uomini calcolatori che nascono con una penna dietro l’orecchio e un calamaio al posto del cuore; per lui, a questo mondo, tutto era sottrazione o moltiplicazione, e una cifra gli sembrava assai piú preziosa di un uomo quando quella cifra poteva accrescere la somma totale che invece l’uomo poteva decurtare.”
“in politica non si uccide un uomo: si elimina un ostacolo, tutto qui.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Signore, diciassette mesi di carcere sono piú di quanto non meritino tutti i crimini che il linguaggio umano designa con i termini piú odiosi.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Caligola o Nerone, quei grandi cercatori di tesori, bramosi dell’impossibile, avrebbero prestato orecchio alle parole del pover’uomo e gli avrebbero concesso l’aria che desiderava, lo spazio a cui attribuiva un prezzo cosà alto e la libertà che offriva di pagare cosà cara. Ma i sovrani dei nostri giorni, confinati entro i limiti del probabile, non hanno piú l’audacia della volontà ,”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Dio è l’ultimo ricorso. L’infelice, che dovrebbe cominciare dal Signore, giunge a sperare in lui solo dopo aver esaurito tutte le altre speranze.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“per l’uomo felice la preghiera resta un’accozzaglia di parole monotone e senza senso fino al giorno in cui il dolore non spiega allo sventurato quel linguaggio sublime grazie al quale egli parla a Dio.”
“Edmond chinò la testa per non confessare a quell’uomo che la gioia di avere un compagno gli impediva di partecipare come avrebbe dovuto al dolore che provava il prigioniero per non essere riuscito a fuggire.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Penso innanzitutto a una cosa, cioè all’enorme quantità di intelligenza che avete dovuto impiegare per arrivare dove siete arrivato. Cosa avreste mai fatto se foste stato libero? – Niente, forse: questo eccesso di conoscenze sarebbe evaporato in futilità . Ci vuole la sventura per scavare certe miniere misteriose nascoste nell’intelligenza umana. Ci vuole la pressione per far esplodere la polvere. La prigionia ha concentrato in un unico punto tutte le mie facoltà che fluttuavano liberamente.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Mi fate rabbrividire, parola d’onore! – disse Dantès. – Il mondo è dunque popolato di tigri e coccodrilli? – SÃ, solo che le tigri e i coccodrilli con due piedi sono piú pericolosi di quegli altri.”
“Se la folgore fosse caduta ai piedi di Dantès e avesse scavato un abisso in fondo al quale si fosse spalancato l’inferno, avrebbe prodotto su di lui un effetto meno improvviso, meno traumatico, meno spaventoso di quelle parole inattese.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Dantès lo seguÃ: i suoi lineamenti si erano ricomposti, ma con una rigidezza e una durezza tali, per cosà dire, che rivelavano una decisione presa.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“la filosofia è la nube sfolgorante su cui Cristo ha posato il piede per risalire in cielo.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Da quando il cristianesimo, eminentemente civilizzatore, aveva introdotto a Roma i suoi miglioramenti, non arrivava piú un centurione a dire da parte del tiranno: «Cesare vuole che tu muoia»; era un legato a latere che veniva a dirti, con il sorriso sulle labbra, da parte del papa: «Sua Santità vuole che ceniate con lui».”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Come abbiamo detto”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Nemmeno lui si riconosceva.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Aveva guardato il pericolo ridendo e, ricevendo la pallottola, aveva detto come il filosofo greco: «Dolore, non sei un male»45.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Inoltre aveva esaminato il doganiere ferito a morte e, fosse per la foga dello scontro o per il raffreddarsi dei sentimenti di umanità , quella vista gli aveva fatto solo una blanda impressione. Dantès era sulla strada che voleva percorrere, e si dirigeva verso il traguardo che voleva raggiungere: il cuore gli stava diventando di pietra.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“diventava il maestro di Jacopo, come il povero don Faria era stato un maestro per lui.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Chissà ? Forse un giorno sarai capitano di una nave:”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“A volte accadeva: Dantès, gettato nuovamente nel mondo, di tanto in tanto aveva un imperioso bisogno di solitudine. E c’è forse solitudine piú immensa e piú poetica di quella di una nave che galleggia sul mare, nel buio della notte, nel silenzio dell’immensità e sotto lo sguardo del Signore?”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Del resto, tanto varrebbe morire piuttosto che condurre una vita squallida e umile.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Dantès sarebbe potuto entrare subito; ma aspettare qualche istante significava procrastinare la certezza aggrappandosi alla speranza.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“E rise anche lui, come ridono gli inglesi, cioè con una certa reticenza.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“tristemente. – In affari, signore, – disse, – non si hanno amici, lo sapete bene: si hanno solo controparti.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“– Grazie, mio Dio! – disse. – Almeno colpisci solo me. Per quanto flemmatico fosse l’inglese, una lacrima gli inumidà le ciglia.”
“Ciò che accadde allora, in quel momento supremo, nella mente di quell’uomo che, ancora giovane, a seguito di un ragionamento forse sbagliato, ma perlomeno specioso, stava per separarsi da tutto ciò che amava al mondo e lasciare una vita che gli offriva tutte le dolcezze della famiglia, è impossibile da esprimere; per averne un’idea, sarebbe stato necessario vedere la sua fronte coperta di sudore, eppure rassegnata, i suoi occhi pieni di lacrime, eppure rivolti al cielo.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Sii felice, nobile cuore. Sii benedetto per tutto il bene che hai fatto e che farai ancora. Che la mia riconoscenza rimanga nell’ombra come la tua buona azione.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“E ora, – disse lo sconosciuto, – addio bontà , umanità , riconoscenza… Addio a tutti i sentimenti che allargano il cuore!… Mi sono sostituito alla Provvidenza per ricompensare i buoni… Che il Dio vendicatore mi ceda il posto per punire i malvagi!”
“Diavolo! Questo cambia le cose! Sei giorni! Proprio quanti sono serviti a Dio per creare il mondo. È un po’ tanto, ragazzi.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Il s’accomodi italiano è intraducibile; vuole dire al tempo stesso venite, entrate, siate il benvenuto, fate come a casa vostra, siete il padrone. È come quella frase turca, in Molière, che stupiva tanto il borghese gentiluomo per la quantità di cose che significava”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Allora fu una voluttà senza tregua, un amore senza sosta, come quello che prometteva il Profeta ai suoi eletti. Allora tutte quelle bocche di pietra si fecero vive, tutti quei petti divennero caldi, al punto che per Franz, che subiva per la prima volta il dominio dell’hashish, quell’amore era quasi un dolore, quella voluttà era quasi una tortura, quando sentiva posarsi sulla sua bocca assetata le labbra di quelle statue, flessuose e fredde come le spire di una biscia;”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Per tutto il resto dell’anno la città ripiomba nella sua cupa apatia, uno stato intermedio tra la vita e la morte che la rende simile a una specie di luogo di sosta tra questo mondo e l’altro; sosta sublime, piena di poesia e di carattere, che Franz aveva già fatto alcune volte, e che ogni volta aveva trovato ancora piú meravigliosa e piú fantastica.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Per quanto fosse abituato all’enfasi italiana, la prima reazione di Franz fu di guardarsi intorno; ma quelle parole erano rivolte proprio a lui. Franz era l’Eccellenza; la carrozza era la vettura di piazza; il palazzo era l’hotel Londra. In quell’unica frase si riassumeva tutto il genio di quel popolo per l’adulazione.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Luigi era geloso! Sentiva che, trascinata dalla sua natura vanitosa e orgogliosa, Teresa poteva sfuggirgli. Intanto la giovane contadina, dapprima timida e quasi spaventata, si era ben presto ripresa.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Quando si fa vedere a un amico una città che si è già visitata, ci si mette la stessa civetteria con cui si mostra una donna della quale si è stati l’amante.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“E anzi, Eccellenza, fareste bene a non pensarci piú e mettervi il cuore in pace. A Roma, una cosa o è possibile o non lo è. Quando vi dicono che non lo è, non c’è niente da fare.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Carlini si gettò singhiozzando tra le braccia del padre della sua innamorata. Erano le prime lacrime che versava quell’uomo sanguinario.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“I due giovani capirono che quel fuggiasco doveva essere un bandito; ma tra il contadino e il bandito romano c’è una simpatia innata per cui l’uno è sempre pronto ad aiutare l’altro.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Quattro giovani delle piú ricche e nobili famiglie di Roma le accompagnavano con quella libertà italiana che non ha eguali in nessun altro paese del mondo: erano vestiti da contadini di Albano, Velletri, Civita Castellana e Sora.”
“Senza contare che solo in quel momento si può studiare un carattere, – disse il conte. – Sul primo gradino del patibolo la morte strappa la maschera che si è indossata per tutta la vita e appare il vero volto. Bisogna ammetterlo, quello di Andrea non era bello da vedere… Che orribile farabutto!… Vestiamoci, signori, vestiamoci!”
“Non poteva fare a meno di riconoscere la bellezza della sua testa severa, il cui pallore era l’unico difetto o forse la principale qualità .”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“L’autore di questa storia, che ha abitato in Italia per cinque o sei anni, non ricorda di avere mai visto una solennità turbata da uno solo di quegli eventi che sono sempre un corollario alle nostre.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Il moccoletto è come la vita: finora l’uomo ha trovato un solo modo per trasmetterla, e quel modo gli viene da Dio. Ma ha scoperto mille modi per toglierla; è vero che per questa suprema operazione è stato un po’ aiutato dal diavolo.”
“Il Gran Sultano, la libertà di una donna, – rispose il conte. – Il Santo Padre, la vita di un uomo. Perciò, per una volta in vita mia, sono stato potente come se Dio mi avesse fatto nascere sui gradini di un trono.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Ah, signor conte, vi proclamate orientale, levantino, malese, indiano, cinese, selvaggio; vi chiamate Montecristo di cognome, Sinbad il marinaio di nome, ed ecco che il giorno in cui mettete piede a Parigi possedete istintivamente la piú grossa qualità o il piú grosso difetto dei nostri eccentrici parigini, cioè vi fregiate dei vizi che non avete e nascondete le virtú che avete!”
“sapeva che, come Nerone, era alla ricerca dell’impossibile e non si stupiva piú di nulla;”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“demone del guadagno.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Il conte gli fece cenno di uscire e ad Ali di seguirlo. Tutti e due si trasferirono nello studio, dove conversarono a lungo.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“– Siete un amante dei cavalli, signor conte? – Ho passato parte della mia vita in Oriente, signora, e gli orientali, come sapete, apprezzano solo due cose al mondo, la nobiltà dei cavalli e la bellezza delle donne. – Ah, signor conte, – disse la baronessa, – avreste dovuto essere cosà galante da mettere al primo posto le donne.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“quanto alla signora de Villefort, rimproverò il figlio con una moderazione che di certo Jean-Jacques Rousseau non avrebbe approvato se il piccolo Édouard si fosse chiamato Émile.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Ci pensava sua moglie per lui: era una cosa accettata in società , dove si attribuiva ai gravi e numerosi impegni del magistrato ciò che in realtà era solo calcolo di orgoglio, quintessenza di aristocrazia e infine applicazione di questo assioma: Fingi di stimare te stesso e sarai stimato, assioma cento volte piú utile nella nostra società di quello dei greci: Conosci te stesso, oggi sostituito dall’arte meno difficile e piú fruttuosa di conoscere gli altri.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“pede claudo”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Forse succederà ,”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Be’, signore, – rispose, – vedo che nonostante la vostra fama di uomo superiore, considerate ogni cosa dal punto di vista materiale e volgare della società , cominciando dall’uomo e finendo con l’uomo, cioè dal punto di vista piú limitato e piú ristretto che sia concesso all’intelligenza umana.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“I cosiddetti capricci della sorte, cioè la rovina, il cambiamento, le contingenze, li ho previsti tutti”
“uno studio per Emmanuel, che non studiava, e una stanza da musica per Julie, che non era musicista.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“«Maximilien, era Edmond Dantès!»”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Ma in fatto di speculazioni l’uomo propone e il denaro dispone;”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Ahimè, Maximilien! Ora saremo troppo liberi, la felicità ci farà tentare Dio, abuseremo della nostra sicurezza, e la nostra sicurezza ci perderà .”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Eh, mio Dio, signora, si perde forse qualcosa tra gli uomini! Le arti viaggiano e fanno il giro del mondo, le cose cambiano nome, tutto qui, e la gente comune si lascia ingannare, ma il risultato è lo stesso: il veleno agisce particolarmente su questo o quell’organo; uno sullo stomaco, l’altro sul cervello, l’altro ancora sull’intestino.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“A nessuno fa piú gola che a un milionario un palco che non costa nulla.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Sentite, mio caro, – disse Lucien, – il conte di Montecristo, qui, vi dirà come gli italiani: Denari e santità metà della metà .”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Il disinteresse è il piú bel raggio di sole sotto il quale possa risplendere una nobile spada.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Capite, il signor maggiore Bartolomeo Cavalcanti, un esponente della piú antica nobiltà italiana, di cui Dante volle essere il d’Hozier… Vi ricordate o no, nel decimo canto dell’Inferno?”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Ma sul serio, signor conte, parliamo di donne come le donne parlano di uomini; è imperdonabile!”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Eh! Chi può garantire cosa accadrà , caro signore? L’uomo propone e Dio dispone”
“Ora, Valentine, giurerei che il conte ha saputo che desideravo quel cavallo e ha perso apposta per farmi vincere.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Questa comunicazione, – continuò il procuratore del re con il suo tono gelido che pareva non ammettere mai obiezioni, – siamo certi, la signora de Villefort e io, che vi farà piacere. L’occhio del vecchio rimase atono; si limitava ad ascoltare. – Signore, – riprese Villefort, – facciamo sposare Valentine. A questa notizia un volto di cera non sarebbe rimasto piú freddo di quello del vecchio. – Il matrimonio verrà celebrato fra tre mesi, – proseguà Villefort. L’occhio del vecchio continuò a restare inanimato.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Noirtier comandava con gli occhi, ringraziava con gli occhi, era un cadavere con gli occhi vivi e a volte nulla era piú spaventoso di quel volto di marmo su cui divampava la collera o risplendeva la gioia.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Signori, – disse, – ammetterete, vero, che raggiunto un certo livello di ricchezza il necessario è soltanto il superfluo, cosà come le signore ammetteranno che, arrivati a un certo livello di esaltazione, non c’è piú niente di concreto se non l’ideale? Ma, proseguendo il ragionamento, che cos’è il fantastico? Ciò che non comprendiamo. Che cos’è un bene davvero desiderabile? Quello che non possiamo avere. Ora, vedere cose che non riesco a capire, procurarmi cose impossibili da avere è l’occupazione di tutta la mia vita. Ci riesco in due modi: con il denaro e con la volontà .”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Il conte ascoltava compiaciuto le voci discordanti dell’amor proprio ferito e dell’interesse deluso dei due coniugi.”
“– Cosa si fa agli infanticidi in questo paese? – domandò ingenuamente il maggiore Cavalcanti. – Mio Dio, gli si taglia semplicemente la testa, – rispose Danglars. – Ah, gli si taglia la testa, – fece Cavalcanti. – Credo di sÃ… Vero, signor de Villefort? – domandò Montecristo. – SÃ, signor conte, – rispose lui con un tono che non aveva piú nulla di umano.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Signori, – disse, – ammetterete, vero, che raggiunto un certo livello di ricchezza il necessario è soltanto il superfluo, cosà come le signore ammetteranno che, arrivati a un certo livello di esaltazione, non c’è piú niente di concreto se non l’ideale? Ma, proseguendo il ragionamento, che cos’è il fantastico? Ciò che non comprendiamo. Che cos’è un bene davvero desiderabile? Quello che non possiamo avere. Ora, vedere cose che non riesco a capire, procurarmi cose impossibili da avere è l’occupazione di tutta la mia vita. Ci riesco in due modi: con il denaro e con la volontà .”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Me, qualcuno mi ha nominato barone, e quindi lo sono; lui si è nominato conte da solo, per cui non lo è.”
“tutto sembra credibile al condannato a morte e per lui i miracoli rientrano nella categoria del possibile quando è questione di salvarsi la vita.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Il debole parla dei pesi che solleva, il timido dei giganti che affronta, il povero dei tesori che maneggia, il piú umile contadino, per orgoglio, si fa chiamare Giove.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“«Generale, – dichiarò con nobiltà il capo dell’assemblea, – un uomo solo ha sempre il diritto di insultarne cinquanta: è il privilegio della debolezza. Ma ha torto a fare uso di questo diritto. Credetemi, generale, giurate e non insultateci».”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“In effetti, – disse Albert, – è una delizia, ed è impossibile interpretare la musica del suo paese meglio di quanto faccia il principe Cavalcanti. Avete detto principe, vero? Del resto, se non è principe, lo faranno principe: in Italia è facile.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“– Lo sospettavo. Ma come mai una grande principessa è diventata schiava? – Come mai il tiranno Dionisio è diventato maestro di scuola? I casi della guerra, caro visconte, i capricci della fortuna.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Sii il benvenuto, amico, che vieni insieme al mio signore e padrone, – disse la ragazza in ottimo toscano, con quel dolce accento romano che rende la lingua di Dante sonora come quella di Omero. – Ali, caffè e pipe!”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Riposati, bambina cara, e fatti coraggio pensando che c’è un Dio che punisce i traditori.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“potrò buttarvi dalla finestra solo fra tre settimane, cioè ventiquattro giorni”
“Ve l’ho detto, dove l’aria è pura, dove il rumore tace, dove, per quanto orgoglioso tu sia, ti senti umile e ti credi piccolo. Amo questa mortificazione, io che vengo definito padrone dell’universo come Augusto.”
“Sulla mia anima, signora, lo ha fatto, e nel modo che vi ho raccontato. D’altra parte non è un’azione molto piú odiosa di essere passato, lui, francese di adozione, dalla parte degli inglesi! Di avere combattuto, spagnolo di nascita, contro gli spagnoli. Stipendiato da Ali, di avere tradito e assassinato Ali. Di fronte a simili cose che cos’è la lettera che avete appena letto? Una mistificazione galante, perdonabile per la donna che ha sposato quell’uomo, lo ammetto e lo capisco, ma impossibile da perdonare per l’innamorato che doveva sposarla. Ebbene, i francesi non si sono vendicati del traditore, gli spagnoli non hanno fucilato il traditore, Ali, nella sua tomba, ha lasciato impunito il traditore; ma io, tradito, assassinato, gettato anch’io in una tomba, sono uscito da quella tomba per grazia di Dio, e a Dio devo la vendetta. Mi manda per questo, ed eccomi.”
“Il fardello che ho sollevato, pesante quasi quanto un mondo, e che avevo creduto di portare fino alla fine, era commisurato al mio desiderio e non alla mia forza, alla mia volontà , e non al mio potere, e dovrò deporlo a metà appena del viaggio.”
“Abbiamo previsto questa delicatezza da parte del conte, signor Morrel, – rispose Beauchamp, – e ho portato delle armi che ho comprato otto o dieci giorni fa, credendo che ne avrei avuto bisogno per una faccenda analoga. Sono nuovissime e non sono ancora state usate da nessuno. Volete controllarle?”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Lo faccio, mio Dio, – disse con gli occhi levati al cielo, – per il vostro onore quanto per il mio. Da dieci anni a questa parte mi sono considerato, mio Dio, l’inviato della vostra vendetta, e non bisogna che altri miserabili oltre a quel Morcerf, non bisogna che un Danglars, un Villefort, non bisogna infine che Morcerf stesso pensino che il caso li ha sbarazzati del loro nemico. Sappiano invece che la Provvidenza, che aveva già decretato la loro punizione, è stata corretta solo dalla forza della mia volontà , che il castigo evitato in questo mondo li attende nell’altro e che hanno semplicemente barattato il tempo con l’eternità .”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Agivo bene secondo gli uomini, ma voi agivate secondo Dio.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Posso darvi un consiglio da amico? Partite per Napoli, per L’Aia o per San Pietroburgo, paesi tranquilli, dove si sa comprendere le questioni d’onore meglio di quanto non facciano le nostre teste calde di Parigi. Una volta lÃ, esercitatevi a centrare il bersaglio con la pistola, esercitatevi nelle parate di terza e di quarta. Fatevi dimenticare a sufficienza per poter tornare in Francia senza problemi, tra qualche anno, o rendetevi abbastanza degno di rispetto, quanto agli esercizi accademici, per assicurarvi la tranquillità .”
“– Amo perdutamente, amo come un pazzo, amo come un uomo che darebbe tutto il proprio sangue per risparmiarle una lacrima. Amo Valentine de Villefort, che in questo momento viene assassinata, capite! La amo, e chiedo a Dio e a voi come posso salvarla!”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Ho scelto il salotto, signore, come luogo del nostro incontro per evitare le impressioni sgradevoli e gli influssi dell’ufficio di un banchiere. Quei registri contabili, per quanto dorati, quei cassetti chiusi come porte di fortezze, quei fasci di banconote che arrivano da chissà dove e quei mucchi di lettere provenienti dall’Inghilterra, dall’Olanda, dalla Spagna, dalle Indie, dalla Cina e dal Perú in genere hanno uno strano effetto sull’animo di un padre e gli fanno dimenticare che al mondo esiste un interesse piú grande e piú sacro della posizione sociale e dell’opinione dei suoi clienti.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“In ogni cervello ben organizzato l’idea dominante, e ce n’è sempre una, l’idea dominante, dicevamo, è quella che, dopo essersi addormentata per ultima, illumina per prima il risveglio del pensiero.”
“Per chiamare Édouard bisognava risvegliare l’eco di quell’appartamento trasformato in bara, parlare significava violare il silenzio della tomba.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“A quella terribile vista Montecristo impallidÃ, capà di avere appena oltrepassato i diritti della vendetta, capà che non poteva piú dire: «Dio è per me e con me».”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Allora osservò a lungo, a braccia conserte, quella fornace dove vengono a fondersi, a torcersi, a modellarsi tutte le idee che scaturiscono dall’abisso ribollente per andare a scuotere il mondo.”
“Dalla morte del piccolo Édouard, in Montecristo si era verificato un grande cambiamento. Giunto al culmine della sua vendetta dopo la salita lenta e tortuosa che aveva percorso, sull’altro versante della montagna aveva visto l’abisso del dubbio.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Sto interpretando male il passato, – disse, – e non posso essermi ingannato cosÃ. Come! – continuò. – Lo scopo che mi ero proposto sarebbe insensato! Come! Avrei sbagliato strada da dieci anni a questa parte! Come! Sarebbe bastata un’ora per dimostrare all’architetto che quella in cui aveva riposto tutte le sue speranze era un’opera, se non impossibile, almeno sacrilega!”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Su, dunque, uomo rigenerato; su, ricco stravagante; su, dormiente risvegliato; su, visionario onnipotente; su, milionario invincibile, assumi di nuovo per un momento il funesto punto di vista della vita miserabile e affamata, ripercorri i sentieri su cui ti ha spinto la fatalità , su cui ti ha condotto la sventura, su cui ti ha accolto la disperazione. Oggi troppi diamanti, oro e felicità risplendono sulla superficie di quello specchio in cui Montecristo guarda Dantès. Nascondi i diamanti, insudicia l’oro, cancella quei bagliori. Ricco, ritrova il povero; libero, ritrova il prigioniero; resuscitato, ritrova il cadavere.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Montecristo alzò gli occhi al cielo, ma non vide il cielo, c’era un velo di pietra fra lui e il firmamento.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Pensò che c’era stato un velo non meno spesso tra gli occhi di coloro ai quali Faria offriva dei tesori e i tesori che offriva loro.”
“Che fare quando si è un banchiere e si è felicemente dichiarata bancarotta? Danglars pensò per dieci minuti alla moglie rimasta a Parigi, per altri dieci minuti alla figlia che girava il mondo con la signorina d’Armilly. Dedicò altri dieci minuti ai suoi creditori e al modo in cui avrebbe usato i loro soldi; poi, non avendo piú nulla a cui pensare, chiuse gli occhi e si addormentò.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“aprà lo sportello, ma una mano energica lo ricacciò subito dentro e la carrozza partÃ. Il barone, sbalordito, si svegliò del tutto. – Ehi! – disse al postiglione. – Ehi, mio caro! Era di nuovo un po’ di quell’italiano da romanza che Danglars aveva imparato quando sua figlia cantava dei duetti con il principe Cavalcanti. Ma mio caro non rispose.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Il francese entrò, lasciando in anticamera la guida, che si mise subito a chiacchierare con due o tre di quegli affaristi senza affari, o piuttosto dai mille affari, che a Roma stanno alla porta dei banchieri, delle chiese, dei ruderi, dei musei o dei teatri.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Il cicerone teneva aperto lo sportello; il cicerone è una persona molto servizievole, che si può usare per qualsiasi cosa.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Infatti nelle cupe profondità dell’immensa sala si vedevano sollevarsi dai giacigli di paglia o di pelli di lupo i compagni dell’uomo che Albert de Morcerf aveva trovato intento a leggere i Commentarii di Cesare e che Danglars ritrovava intento a leggere la Vita di Alessandro.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Era la seconda volta, da un’ora a quella parte, che invocava il nome di Dio; non gli capitava da dieci anni.”
“In effetti, – disse Albert, – è una delizia, ed è impossibile interpretare la musica del suo paese meglio di quanto faccia il principe Cavalcanti. Avete detto principe, vero? Del resto, se non è principe, lo faranno principe: in Italia è facile.”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Secondo Plutarco Lucullo, che si faceva servire pranzi fastosi anche quando era solo, disse questa frase a un servo per rimproverarlo di avergli preparato un pasto semplice sapendo che non aveva ospiti (si veda Plutarco, Vita di Lucullo, XLI).”
—Il conte di Montecristo by Alexandre Dumas
“Allusione al gruppo scultoreo romano I lottatori (Firenze, Galleria degli Uffizi, Tribuna).”